Diciamolo, sono entusiasta per come sono andate le amministrative, e sto we m'ha dato anche un sacco di soddisfazioni in più. Tra le vittorie secche e quelle post ballottaggio si può dire che vedo una luce in fondo al tunnel.
Però...però credo che vincere non fosse la parte più difficile di questo percorso, credo che mo arrivi la parte più dura. Dimostrare di meritarsi la fiducia ricevuta. Quindi vi prego...tutti voi, non fatemi pentire di essere tornata a sperare e a crederci.
Storie di una persona normale troppo a contatto con i mediomen in circolazione
martedì 31 maggio 2011
ingerenze
Aneddoto.
ieri sera stavo cenando quando bussa mio padre, apro e vedo che ha il cordless in mano.
In linea c'è mia nonna, che dopo avermi salutato mi dice che nella ditta dove lavora la sua vicina di casa cercano un'impiegata.
E chiaramente poi mi passa la sua vicina di casa, che inizia a raccontarmi di questo e di quello - persona gentilissima tra le altre cose - e mi tocca dirle "sì guarda, grazie, ma non so mica, cercano un'impiegata commerciale, io sono un tecnico ambientale! che faccio, i cavoli a merenda in sto posto?"
fatto sta che il cv l'ho mandato - se no mia nonna mi avrebbe telefonato ogni sera per il resto dei suoi giorni logorandomi fino allo sfinimento.
e se mi chiameranno andrò pure per un colloquio - che per carità, un colloquio non si rifiuta mai, puta caso mi offrissero 3000 euro al mese per grattarmi la pancia...
Cosa passava per la testa della sottoscritta 2 secondi dopo aver chiuso la telefonata.
ma sempre in mezzo ai cazzi miei tu? è da quando vado alle medie che lotto contro di te, che lotto per vestirmi come mi pare, per uscire con chi mi pare, per fare quello che mi pare. Porto avanti sta lotta incredibile da anni, con te che mi butti via vestiti di nascosto perchè non ti piacciono, con te che mi fai il terzo grado per sapere i nomi dei genitori dei compagni di classe con cui studio, e il loro indirizzo e il loro numero di telefono, con te che mi dici che lavoro dovrei fare per essere una brava ragazza, con te che mi dici che i soldi del mio stipendio li devo usare per comprarmi vestiti belli così sarò carina e il mio moroso non mi lascia, con te che mi dici che il compito della nipote femmina è di stare accanto ai nonni.
M'hai rotto il cazzo nonna, devi farti un paiolo di fatti tuoi, non sono e non sarò mai l'archetipo della brava ragazza, arrenditi all'idea e lasciami in pace, molla il colpo, perchè io non ne posso più.
Non è un caso se non mi vedi e non mi senti, giuro non è che sono troppo incasinata col lavoro...e che proprio non ti sopporto!
Riflessione finale
Sono una nipote ingrata che reagisce in maniera a dir poco eccessiva? probabile. ma mi aveva già dato l'indirizzo a cui mandare il cv mesi fa, se non l'ho fatto ci sarà stato un motivo, no? perchè mettermi per forza in questa situazione, perchè obbligarmi a parlare con una persona che, poveretta, si è ritrovata a farmi un colloquio preliminare per telefono che non è neanche il suo lavoro?solo perchè tu sei convinta di aver ragione?e di conseguenza io dovrei fare quello che mi dici tu?
sarò anche ingrata, ma tu sei un'invadente rompicoglioni coi paraocchi, incapace di concepire l'idea che il resto del mondo ha il diritto di pensarla diversamente da te e di ritenersi pure dalla parte della ragione.
ieri sera stavo cenando quando bussa mio padre, apro e vedo che ha il cordless in mano.
In linea c'è mia nonna, che dopo avermi salutato mi dice che nella ditta dove lavora la sua vicina di casa cercano un'impiegata.
E chiaramente poi mi passa la sua vicina di casa, che inizia a raccontarmi di questo e di quello - persona gentilissima tra le altre cose - e mi tocca dirle "sì guarda, grazie, ma non so mica, cercano un'impiegata commerciale, io sono un tecnico ambientale! che faccio, i cavoli a merenda in sto posto?"
fatto sta che il cv l'ho mandato - se no mia nonna mi avrebbe telefonato ogni sera per il resto dei suoi giorni logorandomi fino allo sfinimento.
e se mi chiameranno andrò pure per un colloquio - che per carità, un colloquio non si rifiuta mai, puta caso mi offrissero 3000 euro al mese per grattarmi la pancia...
Cosa passava per la testa della sottoscritta 2 secondi dopo aver chiuso la telefonata.
ma sempre in mezzo ai cazzi miei tu? è da quando vado alle medie che lotto contro di te, che lotto per vestirmi come mi pare, per uscire con chi mi pare, per fare quello che mi pare. Porto avanti sta lotta incredibile da anni, con te che mi butti via vestiti di nascosto perchè non ti piacciono, con te che mi fai il terzo grado per sapere i nomi dei genitori dei compagni di classe con cui studio, e il loro indirizzo e il loro numero di telefono, con te che mi dici che lavoro dovrei fare per essere una brava ragazza, con te che mi dici che i soldi del mio stipendio li devo usare per comprarmi vestiti belli così sarò carina e il mio moroso non mi lascia, con te che mi dici che il compito della nipote femmina è di stare accanto ai nonni.
M'hai rotto il cazzo nonna, devi farti un paiolo di fatti tuoi, non sono e non sarò mai l'archetipo della brava ragazza, arrenditi all'idea e lasciami in pace, molla il colpo, perchè io non ne posso più.
Non è un caso se non mi vedi e non mi senti, giuro non è che sono troppo incasinata col lavoro...e che proprio non ti sopporto!
Riflessione finale
Sono una nipote ingrata che reagisce in maniera a dir poco eccessiva? probabile. ma mi aveva già dato l'indirizzo a cui mandare il cv mesi fa, se non l'ho fatto ci sarà stato un motivo, no? perchè mettermi per forza in questa situazione, perchè obbligarmi a parlare con una persona che, poveretta, si è ritrovata a farmi un colloquio preliminare per telefono che non è neanche il suo lavoro?solo perchè tu sei convinta di aver ragione?e di conseguenza io dovrei fare quello che mi dici tu?
sarò anche ingrata, ma tu sei un'invadente rompicoglioni coi paraocchi, incapace di concepire l'idea che il resto del mondo ha il diritto di pensarla diversamente da te e di ritenersi pure dalla parte della ragione.
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c'è che a volte ho questo buco dentro.
quando ero ragazzina il buco era la mancanza di mia mamma, ogni tanto mi divorava e stavo lì, a soffrire e pensare "non è giusto, non è giusto, non è giusto". Che tanto mica potevo farci niente, se una persona è morta è morta, e a te non rimane altro da fare che stare male e aspettare che passi.
e infatti poi col tempo è passato.
ma il buco è rimasto. e sono ancora qui, fra le mani un'altra situazione irrisolvibile (o meglio, una situazione che ho risolto nell'unica maniera possibile) a pensare "non è giusto, non è giusto, non è giusto".
perchè non mi è stata lasciata scelta, perchè sono stata messa all'angolo.
so che passerà anche questo.
so che ne arriverà un altro.
credo che semplicemente a volte mi venga tristezza della vita.
quando ero ragazzina il buco era la mancanza di mia mamma, ogni tanto mi divorava e stavo lì, a soffrire e pensare "non è giusto, non è giusto, non è giusto". Che tanto mica potevo farci niente, se una persona è morta è morta, e a te non rimane altro da fare che stare male e aspettare che passi.
e infatti poi col tempo è passato.
ma il buco è rimasto. e sono ancora qui, fra le mani un'altra situazione irrisolvibile (o meglio, una situazione che ho risolto nell'unica maniera possibile) a pensare "non è giusto, non è giusto, non è giusto".
perchè non mi è stata lasciata scelta, perchè sono stata messa all'angolo.
so che passerà anche questo.
so che ne arriverà un altro.
credo che semplicemente a volte mi venga tristezza della vita.
martedì 17 maggio 2011
poi mi chiedono perchè lo amo...
#1
D: Appena riusciamo dobbiamo cambiare il lenzuolo del letto, c'è uno sbrago.
io: disse quello che ha i pantaloni completamente sbragati che si vede na chiappa, e la maglietta dal cui squarcio escono i peli dell'ascella.
D: You got a point.
D: but I wear this clothing only because you CAN have that point!!!
#2
io: P. non riesce a chiamarci al tel di casa.
D: x forza, è staccato.
io: riattaccalo così non spende al cellulare!
D: fatto,ma si sente na chiavica come al solito. Digli di chiamare all'altro numero.
io: quale altro numero?
D: l'altro numero.
io: com'è che io non so qual'è l'altro numero?
D: non importa, P. lo sa! O almeno dovrebbe saperlo, ci ha già chiamato lì una volta.
io: Ooook.
D: no, è che...neanch'io me lo ricordo l'altro numero! Forse è quello segnato su sto foglietto, ma non so...
intanto suona il telefono di casa.
D: Ciao P! Senti, ma qual'è il nostro numero di casa?
D: Appena riusciamo dobbiamo cambiare il lenzuolo del letto, c'è uno sbrago.
io: disse quello che ha i pantaloni completamente sbragati che si vede na chiappa, e la maglietta dal cui squarcio escono i peli dell'ascella.
D: You got a point.
D: but I wear this clothing only because you CAN have that point!!!
#2
io: P. non riesce a chiamarci al tel di casa.
D: x forza, è staccato.
io: riattaccalo così non spende al cellulare!
D: fatto,ma si sente na chiavica come al solito. Digli di chiamare all'altro numero.
io: quale altro numero?
D: l'altro numero.
io: com'è che io non so qual'è l'altro numero?
D: non importa, P. lo sa! O almeno dovrebbe saperlo, ci ha già chiamato lì una volta.
io: Ooook.
D: no, è che...neanch'io me lo ricordo l'altro numero! Forse è quello segnato su sto foglietto, ma non so...
intanto suona il telefono di casa.
D: Ciao P! Senti, ma qual'è il nostro numero di casa?
lavoro...again (I'm boring, I know)
Il capo mi chiama dopo l'orario di lavoro per dirmi che bisogna portare pazienza con MM anche se ha quel carattere difficile perchè in fondo è un bravo ragazzo, e che quando lui non c'è io e la mia collega dobbiamo ripetere le analisi che fa lui per vedere dove sbaglia.
Questa situazione lavorativa è una follia.
Devo lavorare alle spalle del mio collega perchè lui è troppo presuntuoso e arrogante per porsi il dubbio di aver sbagliato. Perchè è così permaloso che quando il titolare richiede una verifica sui risultati lui si incazza e decide di inventarli perchè non vuol sprecare tempo.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo è troppo vecchio e stanco per affrontare la situazione.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo non vuole rogne e preferisce scaricare il barile sugli altri.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo è un po' un paraculo e gli fa comodo non fare la parte del cattivo.
Mi correggo, questa situazione lavorativa non è una follia, è una farsa.
Questa situazione lavorativa è una follia.
Devo lavorare alle spalle del mio collega perchè lui è troppo presuntuoso e arrogante per porsi il dubbio di aver sbagliato. Perchè è così permaloso che quando il titolare richiede una verifica sui risultati lui si incazza e decide di inventarli perchè non vuol sprecare tempo.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo è troppo vecchio e stanco per affrontare la situazione.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo non vuole rogne e preferisce scaricare il barile sugli altri.
Devo lavorare alle sue spalle perchè il mio capo è un po' un paraculo e gli fa comodo non fare la parte del cattivo.
Mi correggo, questa situazione lavorativa non è una follia, è una farsa.
sabato 14 maggio 2011
in cucina...
D. è in cucina che sta preparando un cheesecake, di quelli della Cameo per intenderci.
La ricetta prevede 75 g di burro per la base di biscotto, e la confezione è da 250 g.
Approccio della sottoscritta al problema (detto anche l'approccio scientifico): Prendo la bilancia dallo scaffale e peso i 75 g di burro che mi servono
Approccio di D. al problema (detto anche l'approccio fantasia): agita il coltello che ha in mano, guarda la confezione di burro, "allora, son 250 g, a me ne servono 75, quindi se lo divido in 3 parti all'incirca ci siamo, no? 7 x 3 fa 21, insomma quasi dai!" e deciso taglia il panetto di burro.
in tutto questo io sono seduta sul divano a ciacolare col computer, mentre gli do suggerimenti e direttive, e mo lo sto pure prendendo in giro mentre mi prepara la torta...
che fetente che sono!
La ricetta prevede 75 g di burro per la base di biscotto, e la confezione è da 250 g.
Approccio della sottoscritta al problema (detto anche l'approccio scientifico): Prendo la bilancia dallo scaffale e peso i 75 g di burro che mi servono
Approccio di D. al problema (detto anche l'approccio fantasia): agita il coltello che ha in mano, guarda la confezione di burro, "allora, son 250 g, a me ne servono 75, quindi se lo divido in 3 parti all'incirca ci siamo, no? 7 x 3 fa 21, insomma quasi dai!" e deciso taglia il panetto di burro.
in tutto questo io sono seduta sul divano a ciacolare col computer, mentre gli do suggerimenti e direttive, e mo lo sto pure prendendo in giro mentre mi prepara la torta...
che fetente che sono!
venerdì 13 maggio 2011
alla radio...
una ragazza alla radio, intervistata dallo speaker, racconta la sua vita: convivenza da 10 anni, niente matrimonio ne figli.
MM: e allora che cazzo ci sta a fare assieme a quello?
la ristrettezza mentale di certe affermazioni continua a lasciarmi basita, per quanto ormai dovrei esserci abituata...
MM: e allora che cazzo ci sta a fare assieme a quello?
la ristrettezza mentale di certe affermazioni continua a lasciarmi basita, per quanto ormai dovrei esserci abituata...
lunedì 9 maggio 2011
gifts...
Cose che vorrei proprio un sacco...
e cose che sicuro cascasse il mondo mi comprerò quando sarà il momento...
nulla migliora l'umore come un po' di buon sano geek shopping! anche se alla fine poi non compro niente...
nulla migliora l'umore come un po' di buon sano geek shopping! anche se alla fine poi non compro niente...
sabato 7 maggio 2011
Moto
Noi donne tendiamo a parlare un sacco quando abbiamo un problema, soprattutto quando è un problema che non possiamo risolvere perchè non è un problema nostro, ma solo una situazione di cui viviamo gli effetti collaterali.
Gli uomini invece vanno a farsi una birra e non ci pensano - o almeno cercano di.
Non so, forse la loro è la soluzione migliore, perchè continuare a farsi seghe mentali quando non puoi risolvere la cosa? Perchè continuare a pensare, parlare, sezionare il problema, alla ricerca di quel particolare che ci illumini, ci faccia capire il perchè e ci dia la possibilità di risolvere tutto, quando sappiamo che non esiste quel particolare, che la situazione è fuori dalla nostra portata?
Perchè stiamo vivendo la situazione in maniera passiva e parlare ci dà l'illusione di far qualcosa di attivo?
Forse dovremmo solo accettare la situazione e il dolore degli effetti collaterali, perchè tanto non possiamo farlo sparire.
Forse gli uomini non hanno tutti i torti.
Ma noi siamo fatte così e non cambieremo mai. continueremo a parlare, parlare e ancora parlare, e almeno abbiamo una valvola di sfogo. I compartimenti stagni ci farebbero impazzire.
E allora prendo il telefono e chiamo, e lo so che serve a niente, ma tanto non potrei attivamente fare qualcosa. Almeno sai che ti siamo vicini.
Il problema è, finita la chiamata, tornare alla mia vita. Che non è mica facile togliersi dalla testa e dal cuore certe cose.
La moto risolve tutto. Il vento addosso, il calore del sole, fanno dimenticare ogni cosa, senti solo loro, è come se non ci fosse altro. Vai verso il lago e quando arrivi ti aspettano quiete, boschi e crescentine&birra. E sicuro che torna il sorriso.
La moto è la soluzione definitiva, sia per gli uomini che per le donne. O almeno per me e D.
Gli uomini invece vanno a farsi una birra e non ci pensano - o almeno cercano di.
Non so, forse la loro è la soluzione migliore, perchè continuare a farsi seghe mentali quando non puoi risolvere la cosa? Perchè continuare a pensare, parlare, sezionare il problema, alla ricerca di quel particolare che ci illumini, ci faccia capire il perchè e ci dia la possibilità di risolvere tutto, quando sappiamo che non esiste quel particolare, che la situazione è fuori dalla nostra portata?
Perchè stiamo vivendo la situazione in maniera passiva e parlare ci dà l'illusione di far qualcosa di attivo?
Forse dovremmo solo accettare la situazione e il dolore degli effetti collaterali, perchè tanto non possiamo farlo sparire.
Forse gli uomini non hanno tutti i torti.
Ma noi siamo fatte così e non cambieremo mai. continueremo a parlare, parlare e ancora parlare, e almeno abbiamo una valvola di sfogo. I compartimenti stagni ci farebbero impazzire.
E allora prendo il telefono e chiamo, e lo so che serve a niente, ma tanto non potrei attivamente fare qualcosa. Almeno sai che ti siamo vicini.
Il problema è, finita la chiamata, tornare alla mia vita. Che non è mica facile togliersi dalla testa e dal cuore certe cose.
La moto risolve tutto. Il vento addosso, il calore del sole, fanno dimenticare ogni cosa, senti solo loro, è come se non ci fosse altro. Vai verso il lago e quando arrivi ti aspettano quiete, boschi e crescentine&birra. E sicuro che torna il sorriso.
La moto è la soluzione definitiva, sia per gli uomini che per le donne. O almeno per me e D.
post per un sacco di persone - attenzione, alto livello di smelensaggine...
Ci sono cose che solitamente non si dicono perchè non importa dirle, sono sottintese nella parola amicizia. Ma a volte esprimerle ad alta voce fa bene, a chi le dice e a chi le ascolta.
Almeno per me è così, e oggi è uno di quei giorni.
Ecco, amico mio, quello che voglio dirti è che ti voglio bene. Davvero bene. Che se anche non ci sentiamo spesso - o anche se ci sentiamo quotidianamente - ti penso, e spero tanto che tutto vada bene e che tu abbia la vita che vuoi.
Che lo so che a volte non è facile fare la vita che si vuole, che richiede un sacco di fatica e impegno, che la vita ci butta addosso casini, casini veri, e che le preoccupazioni, le responsabilità e i rischi aumentano col passare del tempo e dell'età, mentre altre volte è anche solo la noia a risucchiare l'allegria.
Io spero che nel momento del bisogno tu abbia la forza per scrollare le spalle, pensare "ce la posso fare" e sorridere. E spero ci siano risate e felicità e serate.
(sì, sti discorsi me li sto facendo anche a me stessa, che ne ho bisogno in sti giorni...)
Ecco, solo questo. Sei nei miei pensieri e nel mio cuore anche se non ci sentiamo o non ci vediamo.
E sì, uso il blog per dirtelo perchè son troppo incasinata, troppo pigra, troppo qualcosa per prendere il cellulare.
Ma soprattutto perchè sto discorso vale per un sacco di amici - che per i casi della vita mi ritrovo con più amici lontani che vicini - geograficamente parlando - e così faccio prima.
Almeno per me è così, e oggi è uno di quei giorni.
Ecco, amico mio, quello che voglio dirti è che ti voglio bene. Davvero bene. Che se anche non ci sentiamo spesso - o anche se ci sentiamo quotidianamente - ti penso, e spero tanto che tutto vada bene e che tu abbia la vita che vuoi.
Che lo so che a volte non è facile fare la vita che si vuole, che richiede un sacco di fatica e impegno, che la vita ci butta addosso casini, casini veri, e che le preoccupazioni, le responsabilità e i rischi aumentano col passare del tempo e dell'età, mentre altre volte è anche solo la noia a risucchiare l'allegria.
Io spero che nel momento del bisogno tu abbia la forza per scrollare le spalle, pensare "ce la posso fare" e sorridere. E spero ci siano risate e felicità e serate.
(sì, sti discorsi me li sto facendo anche a me stessa, che ne ho bisogno in sti giorni...)
Ecco, solo questo. Sei nei miei pensieri e nel mio cuore anche se non ci sentiamo o non ci vediamo.
E sì, uso il blog per dirtelo perchè son troppo incasinata, troppo pigra, troppo qualcosa per prendere il cellulare.
Ma soprattutto perchè sto discorso vale per un sacco di amici - che per i casi della vita mi ritrovo con più amici lontani che vicini - geograficamente parlando - e così faccio prima.
venerdì 6 maggio 2011
Prozac+
La premessa d'obbligo è che ho dormito 4 ore, e quindi sono più suscettibile del solito. Detto questo...
Mi sono veramente rotta il cazzo di quel tuo sorrisetto da bimbo minchia, di quel tuo orgoglio da piccola persona inutile che si vanta di aver fregato gli altri, di quella tua ricerca assurda di complimento per aver fatto il furbo.
Vedi, il punto è che tu non sei più sveglio o più figo degli altri solo perchè sei riuscito a comprare il cellulare di turno che tutti volevano, sei solo l'italiano medio che ha usato l'amico che lavora al negozio di elettronica per farti metter da parte quel cavolo di cellulare, che comunque ti è costato quasi 350 euro.
Quel tuo "eh eh eh...il cellulare che volevo era esaurito ma io l'ho preso lo stesso perchè ho l'amico", o il "me l'ha dovuto dare di nascosto perchè c'erano dei ragazzi che lo cercavano e gli avevano detto che non c'era più", ecco queste tue frasi non ti fanno essere un grande, un figo, un fenomeno o qualsiasi altra cosa tu sia convinto d'essere...ti fanno essere solo una persona arrogante e patetica.
Quello che davvero ti contraddistingue sono le perle quotidiane che mi rifili...
#1
MM: il capo è vestito di tutto acchito oggi!
io: intendi di tutto punto?
MM: guarda che si dice di tutto acchito, non di tutto punto!
io: ...
#2
MM: questo è approfittarsi del "buonismo" di una persona!
io: ... (ce la dò su, non ci provo neanche a spiegarti la differenza tra bontà e buonismo...)
Mi sono veramente rotta il cazzo di quel tuo sorrisetto da bimbo minchia, di quel tuo orgoglio da piccola persona inutile che si vanta di aver fregato gli altri, di quella tua ricerca assurda di complimento per aver fatto il furbo.
Vedi, il punto è che tu non sei più sveglio o più figo degli altri solo perchè sei riuscito a comprare il cellulare di turno che tutti volevano, sei solo l'italiano medio che ha usato l'amico che lavora al negozio di elettronica per farti metter da parte quel cavolo di cellulare, che comunque ti è costato quasi 350 euro.
Quel tuo "eh eh eh...il cellulare che volevo era esaurito ma io l'ho preso lo stesso perchè ho l'amico", o il "me l'ha dovuto dare di nascosto perchè c'erano dei ragazzi che lo cercavano e gli avevano detto che non c'era più", ecco queste tue frasi non ti fanno essere un grande, un figo, un fenomeno o qualsiasi altra cosa tu sia convinto d'essere...ti fanno essere solo una persona arrogante e patetica.
Quello che davvero ti contraddistingue sono le perle quotidiane che mi rifili...
#1
MM: il capo è vestito di tutto acchito oggi!
io: intendi di tutto punto?
MM: guarda che si dice di tutto acchito, non di tutto punto!
io: ...
#2
MM: questo è approfittarsi del "buonismo" di una persona!
io: ... (ce la dò su, non ci provo neanche a spiegarti la differenza tra bontà e buonismo...)
martedì 3 maggio 2011
se ne sentiva la mancanza...
MM in macchina:
- appena scatta il verde suona il clacson se quello davanti non parte nei successivi 2 secondi
- dà del mongoloide a quello davanti che fa i 50 in centro città e gli fa prendere il semaforo rosso
- insulta chi prende le rotonde senza mettere la freccia, mentre lui sta facendo la stessa identica cosa
- c'è sempre qualcuno che a quanto pare cerca di stringerlo in curva o lo insegue per farlo uscire di strada, ed è sempre - cito testualmente - "un rumeno di merda che dovrebbero arrestare anche solo perchè è rumeno"
MM in laboratorio:
- inizia un'analisi senza controllare i reattivi - e se finiscono a metà analisi è colpa mia
- i reattivi finiscono a metà analisi ma lui invece di rifare tutto decide che metà (bianco e std) li si fa con i vecchi e metà (i campioni) con i nuovi - e si incazza con me quando gli dico che rifaccio tutto
- decide di inventare di sana pianta tutte le analisi perchè tanto ad occhio ha visto che il depuratore andava bene
- urla "no, con G. non ti faccio andare a fare il rumore e i camini" e lo dice come se mi stesse salvando dall'averno (e manco sa cos'è l'averno...ok, sto facendo la spocchiosa saccente, lo ammetto, ma mi serve come valvola di sfogo, ecco!)
- cerca di raggirarmi facendo finta di fare le rilevazioni di pH e Rx di 4 diversi campioni, mettendoci però 5 secondi, tempo insufficiente anche solo per cambiare l'elettrodo.
MM nella vita:
- scopre l'esistenza della parola gagliardo e riesce ad inserirla 4 volte in una frase - parlando tra l'altro di un "filmone" come Limitless
- parla col capo per sapere se gli ha trovato un nuovo lavoro per quando la ditta chiuderà
- una situazione non è irreale ma irrealistica (????)
- nonostante tutti - capo compreso - gli dicano di andare a casa da lavoro perchè ha la febbre lui resta - dormendo sul tavolo del laboratorio - ma solo fino alle 13, orario in cui la segretaria addetta al controllo delle presenze va a casa. Non si capisce se per fare la figura dell'eroe salvatore della patria (LOL) o per non dover prendere un giorno di ferie (visto che dal dottore per la mutua non ci vuole andare, e anche questo è un mistero...)
- si incazza se gli altri non concordano con lui, a prescindere dall'argomento e dalla sua conoscenza dello stesso
- ti dice "Sai che ho visto un nuovo film/telefilm/libro?" e quando gli chiedi di cosa parla ti risponde "E che ne so"
E tutto questo solo tra ieri ed oggi.
Pietà...non ne ho già abbastanza per i cazzi miei?
- appena scatta il verde suona il clacson se quello davanti non parte nei successivi 2 secondi
- dà del mongoloide a quello davanti che fa i 50 in centro città e gli fa prendere il semaforo rosso
- insulta chi prende le rotonde senza mettere la freccia, mentre lui sta facendo la stessa identica cosa
- c'è sempre qualcuno che a quanto pare cerca di stringerlo in curva o lo insegue per farlo uscire di strada, ed è sempre - cito testualmente - "un rumeno di merda che dovrebbero arrestare anche solo perchè è rumeno"
MM in laboratorio:
- inizia un'analisi senza controllare i reattivi - e se finiscono a metà analisi è colpa mia
- i reattivi finiscono a metà analisi ma lui invece di rifare tutto decide che metà (bianco e std) li si fa con i vecchi e metà (i campioni) con i nuovi - e si incazza con me quando gli dico che rifaccio tutto
- decide di inventare di sana pianta tutte le analisi perchè tanto ad occhio ha visto che il depuratore andava bene
- urla "no, con G. non ti faccio andare a fare il rumore e i camini" e lo dice come se mi stesse salvando dall'averno (e manco sa cos'è l'averno...ok, sto facendo la spocchiosa saccente, lo ammetto, ma mi serve come valvola di sfogo, ecco!)
- cerca di raggirarmi facendo finta di fare le rilevazioni di pH e Rx di 4 diversi campioni, mettendoci però 5 secondi, tempo insufficiente anche solo per cambiare l'elettrodo.
MM nella vita:
- scopre l'esistenza della parola gagliardo e riesce ad inserirla 4 volte in una frase - parlando tra l'altro di un "filmone" come Limitless
- parla col capo per sapere se gli ha trovato un nuovo lavoro per quando la ditta chiuderà
- una situazione non è irreale ma irrealistica (????)
- nonostante tutti - capo compreso - gli dicano di andare a casa da lavoro perchè ha la febbre lui resta - dormendo sul tavolo del laboratorio - ma solo fino alle 13, orario in cui la segretaria addetta al controllo delle presenze va a casa. Non si capisce se per fare la figura dell'eroe salvatore della patria (LOL) o per non dover prendere un giorno di ferie (visto che dal dottore per la mutua non ci vuole andare, e anche questo è un mistero...)
- si incazza se gli altri non concordano con lui, a prescindere dall'argomento e dalla sua conoscenza dello stesso
- ti dice "Sai che ho visto un nuovo film/telefilm/libro?" e quando gli chiedi di cosa parla ti risponde "E che ne so"
E tutto questo solo tra ieri ed oggi.
Pietà...non ne ho già abbastanza per i cazzi miei?
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