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mercoledì 2 febbraio 2011

Ah la vita signora mia, la vita...l'è ben na cosa difezzil..

La stanchezza non se ne va. È mercoledì e ancora mi porto dietro sto we incasinato. Forse è l'arrivo del mestruo – scusate lettori maschili se l'argomento vi imbarazza, ma poi lo sapete tutti che na volta al mese arriva, e quindi in fondo vedete che non c'è nulla di imbarazzante nel parlarne – e certo che forse poi io esagero quando ne parlo ad alta voce in autobus, eh? - forse è solo la mancanza di sonno, ma l'umore è sempre opaco. Ho sprazzi di allegria, ma mediamente la bocca non è improntata al sorriso che di solito mi accompagna, non che stia all'ingiù, per carità, è più una linea dritta e rigida da cui non se ne esce.

Poi c'è che non ho neanche voglia di scriverne, che è troppo intimo e personale.

Ho voglia di pensare a cosa ho dentro, a me.

C'è che devo imparare. Sono una persona piccola, senza esperienza. Datemi il tempo di capire come mi sento – a parte le macro emozioni che sembrano cancellare il resto – capire la mia maniera di reagire, di comportarmi. Cosa posso fare. E lo so che non si è mai davvero pronti, e che non c'è una maniera sicuramente giusta di reagire.

Voi avete l'esperienza – purtroppo – avete avuto una vita per adattarvi a situazioni che partite dal piccolo son cresciute e arrivate a sto apice. Avete seguito la crescita e vi siete fortificati – forse – o almeno alle piccole cose ormai non date più importanza. Io ancora rimango spiazzata da quelle.

Portate pazienza, in questa situazione io sono una persona forse debole. Sono come il coniglio che davanti ai fari di una macchina si blocca a causa della paura.

Ci sto provando, credo anche di essere cresciuta – forse, penso, spero, prego non sia solo un raccontarsela. Ma datemi tempo. E cercate di capire che la mia preoccupazione non va solo verso la situazione, ma anche alle persone che amo e a come stanno reagendo.

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