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sabato 2 luglio 2011

fear

di cos'hai paura?
me l'ha chiesto prima D. davanti ad una birra.
di cos'ho paura?
mi chiedo io ora, che son da sola e posso andare a rumigare nella fanghiglia del mio essere.
di cos'ho paura...
che ridano di me.
di sentirmi dire "cosa credevi di poter fare tu?" - et similia, in tono sempre più spregiativo.
di dover combattere l'umiliazione.

e lo so che non succederà mai che qualcuno in faccia mi dica quelle cose, ma alle spalle? diciamocelo, alle spalle è più che probabile che un mio fallimento porti a quei discorsi.
e mi ferirebbe questa cosa.

da qui il mio "non posso fallire" che molte volte sfiora il "non tento, così non fallisco". certo, chiaramente coperto da scusanti molto più razionali. per non dover ammettere a me stessa la mia codardia.

la mia testa si rende conto che tutto ciò non ha senso. ma il mio stomaco è di un altro parere.

e allora per farcela, senza cominciare iperventilare e bloccarmi dal terrore, con una morsa allo stomaco e la testa che mi gira, devo prendere il progetto ai fianchi, avvicinarmi di soppiatto dai lati prendendone piccoli morsi ogni tanto.
e lo so che così i tempi si allungano. ma affrontare di petto la situazione buttandomi a peso morto ancora mi spaventa troppo.
c'è da dire che comunque sto migliorando, e ora riesco a parlare concretamente del progetto - e con concretamente intendo proprio parlare di passi seri da fare, cose pratiche da mettere in agenda - per un'oretta/oretta e mezza prima di cedere al panico, con occhio pallato e testa vuota.

sembra proprio che io a settembre debba presentare una lettera di dimissioni insomma. che a quanto pare le cose da fare vanno dal tante al troppe. e il carrozzone si sta davvero mettendo in marcia.

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