Triste e svilente.
E questo vale sia per la fase iniziale di contatto con le agenzie immobiliari che per la fase di verifica del locale con l'incontro del proprietario.
Delle agenzie immobiliari ormai ho un sacco di esperienza.
In alcune non mi sono neanche potuta sedere, mi hanno dato il tempo di parlare pochi momenti e l'unica cosa che mi hanno chiesto son stati nome, cognome e numero di cellulare.
Il dialogo su per giù funziona così solitamente:
io: salve, trattate anche locali commerciali?
x: sì certo. per che tipo di attività le serve il locale?
io: un pub.
x: non ho niente al momento che possa andarle bene..
io: posso lasciarle i miei dati nel caso trovaste qualcosa in futuro?
x: certo! nome, cognome, cellulare, e-mail. Fatto! - attimi di silenzio -
io: ecco, cercavo qualcosa sugli 80-100 mq in totale, magazzino compreso
x: bene, aggiungo.
io: non in centro
x: ah..
io: verso fuori...
x: ok, segnato. - altro silenzio -
io: va bene, grazie, arrivederci!
x: arrivederci!
Per fortuna non va sempre così, alcune volte ho trovato persone interessate, che ascoltano i miei progetti e chiedono i dettagli, che approfondiscono e mi danno idee. Come ieri mattina, con una ragazza molto simpatica e alla mano che mi ha anche dato utili consigli. E il suo collega, l'agente immobiliare incontrato oggi, altrettanto disponibile e interessato, con cui ho potuto parlare dell'idea del mio pub e del progetto da realizzare, per fargli capire di che tipo di locale ho bisogno.
Poi purtroppo il proprietario del locale (un locale con la metratura giusta, la divisione degli spazi giusta e anche il magazzino giusto) ha sentito la parola magica PUB e ha iniziato a fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci e la trasformazione dell'acqua in vino.*
Almeno non devo aspettare giorni per avere una risposta negativa.
Vorrei capire com'è che i pub hanno sta nomea così negativa. Tale da essere considerati dalle persone un fattore di degrado della zona.
In tutto questo sogno/progetto che arranca per partire devo ancora capire se il problema è:
- il mio aspetto: ovvero come mi presento all'agenzia immobiliare di turno (quella che non mi prende in considerazione obviously). Forse dovrei andare con tailleur e tacchi? giuro che son comunque presentabile, un po' sportiva forse, visti i jeans, ma truccata e pettinata a modo, senza berretti strani, manicotti bizzarri o maglioni da freak. E ho testimoni del fatto, nel caso non mi credeste.
Devo dire che questa voce, se si riesce ad arrivare alla fase visiono il locale col proprietario, non gioca più un ruolo così importante per fortuna.
Anzi una volta hanno addirittura fatto i complimenti a D. per la sua fidanzata, incitandolo a tenersela stretta - bè, questa parte mi sta anche bene in effetti. Più "simpatico" il fatto che io fossi lì ben visibile (falli a me i complimenti no?cioè, ti complimenti con D. per avermi scelto fra la folla?una cosa tipo vuole il pacco n.1 n.2 o n.3? complimenti, lei ha vinto la ragazza con
Se proprio proprio non era meglio complimentarsi per la fidanzata intelligente/capace?
- la mia giovane età: giovane dal punto di vista dell'italiano medio intendo, che l'anagrafe dice più di 31. sembra che in italia tu possa aprire un'attività solo se hai passato i 50, altrimenti ti guardano storto e soprattutto non si fidano, convinti che sicuramente fallirai. Come dite? sembrano i discorsi dei miei genitori?in effetti...
Questo punto vale anche quando incontri i proprietari dei locali.
Una volta una di queste persone,con fare molto paterno e gentile nei confronti miei e di D, ha passato buona parte dell'incontro a cercare di convincerci che era troppo rischioso per noi aprire un'attività ex novo visto che eravamo giovani e senza questo tipo di esperienza, e che avremmo fatto meglio a gestire/rilevare l'attività.
Dite che la mia è l'arroganza della giovane senza esperienza? Forse. Ma se non mi permettono di iniziare come me la faccio l'esperienza? Non è che se arrivo ai 50 poi magicamente sono capace di avere una mia attività. E l'età non è garanzia del non fallimento.
- il mio sesso: una donna che apre un'attività??? sia mai! una donna che apre un pub??? vade retro satana! Questo è il punto su cui ero più pronta. il preconcetto sulla donna che apre un'attività era onestamente scontato (scusatemi uomini intelligenti, ma purtroppo non siete ancora la maggioranza) e sulla parte specifica del pub invece ero già preparata grazie ai discorsi di mia mamma, che andavano dalla triade pericoli/rapine/violenze varie fino ad arrivare al "e come fai quando sei mestruata?".
per questo da qualche tempo, sia con le agenzie immobiliari che con i proprietari, ho cominciato a parlare del mio socio ligure maschio, per tranquillizzarli (con mia mamma ha funzionato, so..) tralasciando chiaramente di dire che ha 20 anni, se no - vedi punto precedente - sai che risate si fanno i miei interlocutori???
- il tipo di attività: e torniamo al pub come fonte di degrado. Anche questo è un concetto tutto italiano. hai mai visto in Irlanda/Scozia/Inghilterra considerare il pub una forma di degrado?
Bologna, tu che negli anni 70 eri la città delle Osterie di fuori porta, dove Guccini Vecchioni e Dalla improvvisavano serate tra un bicchiere di vino e l'altro, come ti sei trasformata?
Perchè se parlo di pub (o qualsiasi sinonimo, li ho già provati tutti) con le persone che vivono da te loro pensano subito a rumore, fastidio, schiamazzi, problemi, sporco, vomito, urina, urla e chissà cos'altro? Vedo le loro facce che si accartocciano su loro stesse, l'espressione diventa torva e scostante.
Perchè non possono pensare a un posto tranquillo dove rilassarsi un attimo usciti da lavoro, dove trovarsi per ascoltare un po' di buona musica di sottofondo (magari dal vivo, ma senza amplificatore per carità così non infastidisco nessuno), dove ridere e chiacchierare con gli amici o la famiglia, scambiare 4 parole con la ragazza simpatica dietro al bancone e buttarsi alle spalle un po' di grigiore, o anche solo buttare l'occhio tra i tavoli e fingendo indifferenza controllare chiappe e seni e occhi allegri (cit.)?
Bologna mi rattrista il cuore vedere/sentire/capire certe cose.
Lo so, probabilmente sono tutte queste cose riunite il problema. O forse solo il fatto che non conosco le persone giuste (pensiero deformato dai preconcetti o realtà? non lo so).
Fatto sta che la montagna da scalare è alta.
E sì, lo so che dovrei essere più paziente...
*vedi post precedente sulle capacità magiche della parola pub
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