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giovedì 24 febbraio 2011

rules

Da qualche tempo disquisisco con me stessa su un argomento articolato. Quello che segue è il semplice mettere per iscritto i miei pensieri. Ma soprattutto è sempre e solo la mia opinione, non la Verità assoluta.

Ogni persona - in maniera cosciente o meno - si dà delle regole etico-morali e le usa quando deve prendere decisioni e fare scelte.
Ogni persona - anche in questo caso coscientemente o no - ha in sé delle definizioni tramite le quali vede il mondo.
Che siano regole&definizioni che una persona si è costruito con l'esperienza e il pensiero, o regole&definizioni che gli sono state inculcate da altri e che non ha mai pensato di mettere in dubbio o criticare, comunque ci sono, e si modellano a vicenda.
Le regole che ti dai cambiano la prospettiva del tuo mondo e il nome con cui chiami le cose, ma allo stesso tempo il nome che dai ad una situazione te la fa appartenere ad una regola piuttosto che ad un altra.
Un esempio su tutti è l'omosessualità.
Fino a qualche tempo fa - vorrei poter dire 30 anni fa ma purtroppo per molti credo si debba parlare di giorni, o peggio ancora usare verbi al futuro - veniva definita dal mondo e dalla morale comune come un peccato/mostruosità/qualsiasi aggettivo negativo vi venga in mente.
Ora invece spero - molto molto spero - che, se non per tutti, almeno per quel che riguarda il mondo e la sua morale venga semplicemente definita per quello che è, amore.
La diversa definizione cambia tutto.
O almeno dovrebbe, ma questa è un'altra storia - o un altro post diciamo.
La questione che mi ronza in testa ora è diversa.
Mie regole e mie definizioni.
Mi calzano a pennello, le ho amate e cresciute, io sono modellata a loro immagine e somiglianza. Sono sempre in cambiamento - io vivo di condizionali e non di assoluti - ogni esperienza cambia di un poco la visuale, o a volte stravolge completamente il quadro e io mi ritrovo ad avere un'illuminazione - sì sì, sulla via di Damasco - e a cambiare completamente idea su me/qualcuno/qualcosa.
Non è sempre facile e anzi, a volte è molto doloroso. Qualche anno fa mi son ritrovata completamente sottosopra e mi ci è voluto un bel po' di tempo per rimettermi in ordine, capire cosa pensassi/volessi sul serio e cosa fosse giusto per me. Cosa mi facesse sentire bene con me stessa.
Forse per questo son così orgogliosa del mio modo di vivere/sentire/pensare le cose. Perché me lo sono guadagnato - e continuo a farlo.
Ho l'enorme fortuna di avere un compagno che per molte di queste regole/definizioni mi somiglia. Tra i tanti vantaggi, questo mi evita molte incomprensioni e discussioni. E mi lascia un sacco di libertà per volare.

Arrivando al punto di tutto sto soliloquio, ci tenevo semplicemente a dire che visto che non faccio del male a nessuno, visto che rispetto me stessa e il mio compagno, se il resto del mondo ha dei problemi con le mie definizioni e le mie regole bé...son poi problemi del mondo!
Può tranquillamente salire sul pulpito a predicare e giudicare, ma sappia che io intanto son già uscita dalla chiesa e mi son seduta al bar a bermi na birra mentre leggo il giornale.
I have my own rules.

1 commento:

LaVale ha detto...

bellissimo
bellissimo proprio
soprattutto il finale!!!! :-)