Son passati 23 anni da allora e stanno ancora insieme. Ad un certo punto si sono pure sposati, vista l'aria che tira in italia sulle coppie di fatto.
Loro per me sono mia mamma, mio babbo e mia sorella.
Parte della famiglia del padre di mia sorella non la vede esattamente nella stessa maniera.
E all'inizio (per i primi 10 anni almeno direi) era così anche per alcuni dei parenti dalla parte del mio di padre - che poi credo solo per rassegnazione abbiano ceduto le armi.
(Riuscite ancora a seguire? Lo so, è un giro un po' incasinato.)
Io ho 32 anni, mia sorella 29.
Siamo grandi e ormai ce ne freghiamo se tizio o caio continuano ad insistere con veemenza e arroganza che io e lei non siamo sorelle.
In passato però non è stato proprio così facile come ora.
Quando le nostre famiglie si sono unite io avevo 9 anni e lei 6, e tutti i commenti maligni - qualsiasi fosse il fronte da cui arrivavano - ci venivano risparmiati dai nostri genitori.
Nell'adolescenza però abbiamo iniziato a capire l'aria che tirava.
Le mezze parole sotto voce. Gli inviti per una e non per l'altra.
Questi metodi "sottili" erano solitamente della zia di mia sorella, o di mia nonna.
Il babbo di mia sorella era più esplicito.
Se rispondevo io al telefono quando chiamava non avevo un "ciao come stai?" ma un "sono M. passami S."
Le rare volte in cui capitava di incontrarsi io e mio babbo non esistevamo, tanto che neanche faccia a faccia avevo un ciao o un buongiorno di educazione.
Onestamente me ne fregavo anche abbastanza comunque.
E credo anche mia sorella.
Poi arrivo ai 18 anni e finalmente posso andare in vacanza da sola. Una settimana in romagna con un'amica. Io ci volevo portare anche mia sorella, da poco quindicenne.
Ecco, in quel momento sia io che lei abbiamo capito come una diversa visione del mondo possa creare ostacoli.
Suo babbo non era esattamente d'accordo. Tanto per usare eufemismi. Per dirla schietta invece all'epoca minacciò nostra madre di farle causa e toglierle l'affidamento di mia sorella se la faceva andare al mare con quella lì. ovvero la sottoscritta.
Pianti, lacrime e disperazione.
Da quel momento il rapporto fra mia sorella e suo padre si è incrinato. Tanto per continuare a usare eufemismi.
Poi il tempo è passato e le cose son migliorate fra loro. Lui era cambiato davvero tanto, telefonava per sentirla, si ricordava dei compleanni, si informava sulla sua vita e faceva il babbo protettivo, controllando il fidanzato "ma sei sicura di volerlo sposare?"
Aveva cominciato davvero a fare il babbo.
Era cambiato anche con me, addirittura non solo mi salutava quando mi vedeva ma si fermava a chiacchierare.
So quanto questo ritrovato rapporto abbia reso felice mia sorella.
E so quanto sta male oggi. Che suo babbo è morto.
Cancro diagnosticato a fine gennaio, non è riuscito a resistere.
E domani ci aspetta il funerale. Andiamo io e lei, alla faccia di sua zia che ci guarderà in cagnesco (per lei io ancora non sono di famiglia, e mia sorella è un'egoista viziata che non ha fatto nulla per suo babbo) o della nuova moglie di suo babbo, che non so cosa aspettarmi ma sicuro non sarà nulla di carino.
Andiamo assieme, perchè mia sorella ha una sorella più piccola, che a 16 anni si è ritrovata senza babbo, e che sicuro domani avrà bisogno di lei.
E mia sorella avrà bisogno di me.
Quindi domani saremo a Faenza, e poi a Palazzuolo.
3 sorelle, una rossa, una castana chiara e una mora.
E sicuramente daremo fastidio ad un sacco di gente.
Ma se ne possono anche andare a fanculo.



