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domenica 29 aprile 2012

Family portrait

La mia famiglia è un ibrido di due nuclei famigliari diversi. Un anno dopo la morte di mia madre mio padre si "è messo" con la nostra vicina di casa, divorziata e con una figlia.
Son passati 23 anni da allora e stanno ancora insieme. Ad un certo punto si sono pure sposati, vista l'aria che tira in italia sulle coppie di fatto.
Loro per me sono mia mamma, mio babbo e mia sorella.
Parte della famiglia del padre di mia sorella non la vede esattamente nella stessa maniera. 
E all'inizio (per i primi 10 anni almeno direi) era così anche per alcuni dei parenti dalla parte del mio di padre - che poi credo solo per rassegnazione abbiano ceduto le armi. 

(Riuscite ancora a seguire? Lo so, è un giro un po' incasinato.)

Io ho 32 anni, mia sorella 29. 
Siamo grandi e ormai ce ne freghiamo se tizio o caio continuano ad insistere con veemenza e arroganza che io e lei non siamo sorelle.
In passato però non è stato proprio così facile come ora.
Quando le nostre famiglie si sono unite io avevo 9 anni e lei 6, e tutti i commenti maligni - qualsiasi fosse il fronte da cui arrivavano - ci venivano risparmiati dai nostri genitori.
Nell'adolescenza però abbiamo iniziato a capire l'aria che tirava.
Le mezze parole sotto voce. Gli inviti per una e non per l'altra.  
Questi metodi "sottili" erano solitamente della zia di mia sorella, o di mia nonna.
Il babbo di mia sorella era più esplicito.
Se rispondevo io al telefono quando chiamava non avevo un "ciao come stai?" ma un "sono M. passami S."
Le rare volte in cui capitava di incontrarsi io e mio babbo non esistevamo, tanto che neanche faccia a faccia avevo un ciao o un buongiorno di educazione.
Onestamente me ne fregavo anche abbastanza comunque.
E credo anche mia sorella.
Poi arrivo ai 18 anni e finalmente posso andare in vacanza da sola. Una settimana in romagna con un'amica. Io ci volevo portare anche mia sorella, da poco quindicenne.
Ecco, in quel momento sia io che lei abbiamo capito come una diversa visione del mondo possa creare ostacoli.
Suo babbo non era esattamente d'accordo. Tanto per usare eufemismi. Per dirla schietta invece all'epoca minacciò nostra madre di farle causa e toglierle l'affidamento di mia sorella se la faceva andare al mare con quella lì. ovvero la sottoscritta.
Pianti, lacrime e disperazione.
Da quel momento il rapporto fra mia sorella e suo padre si è incrinato. Tanto per continuare a usare eufemismi.

Poi il tempo è passato e le cose son migliorate fra loro. Lui era cambiato davvero tanto, telefonava per sentirla, si ricordava dei compleanni, si informava sulla sua vita e faceva il babbo protettivo, controllando il fidanzato "ma sei sicura di volerlo sposare?" 
Aveva cominciato davvero a fare il babbo.
Era cambiato anche con me, addirittura non solo mi salutava quando mi vedeva ma si fermava a chiacchierare.
So quanto questo ritrovato rapporto abbia reso felice mia sorella.
E so quanto sta male oggi. Che suo babbo è morto.
Cancro diagnosticato a fine gennaio, non è riuscito a resistere.

E domani ci aspetta il funerale. Andiamo io e lei, alla faccia di sua zia che ci guarderà in cagnesco (per lei io ancora non sono di famiglia, e mia sorella è un'egoista viziata che non ha fatto nulla per suo babbo) o della nuova moglie di suo babbo, che non so cosa aspettarmi ma sicuro non sarà nulla di carino.
Andiamo assieme, perchè mia sorella ha una sorella più piccola, che a 16 anni si è ritrovata senza babbo, e che sicuro domani avrà bisogno di lei.
E mia sorella avrà bisogno di me.
Quindi domani saremo a Faenza, e poi a Palazzuolo.
3 sorelle, una rossa, una castana chiara e una mora.
E sicuramente daremo fastidio ad un sacco di gente.
Ma se ne possono anche andare a fanculo.

domenica 22 aprile 2012

Diaz

- Allora, sei andata a vedere Diaz?
- Sì
- E?
- Eh..non ce le ho mica le parole. Non so come raccontarti lo stomaco oppresso, il dolore, il cuore che mi batte così forte da sentirlo manco fosse un suono esterno a me. La fatica a respirare. La paura. Gli occhi chiusi perchè no, non ce la fai. Gli occhi aperti perchè sì, devi farcela.
Il silenzio della sala tra il primo e il secondo tempo. Come fossimo in una bolla spaziotemporale.
Ero di nuovo in camera mia ad ascoltare Indymedia raccontarmi quello che vedevano dalle finestre dell'edificio difronte. Disperata. Impotente.
Era peggio di quella notte. Perchè sta volta non ho semplicemente ascoltato, ho visto. E sapevo che mancavano specifici eventi in quello che stavo vedendo. Per fortuna, perchè non so se sarei riuscita a sopportarlo.
E in testa tra le tante voci ne hai una che urla: pensa a loro che l'hanno vissuto. Tu sei qui, al sicuro dentro ad una sala del cinema, pietrificata, terrorizzata. Pensa a loro. Pensa a loro.
- Ma allora che dici, meglio se non vado?
- No, assolutamente. Vai. Sappi che dopo farai fatica ad addormentarti, ma vai. Farai fatica il giorno dopo. E quello dopo ancora. Ma vai. Perchè è davvero successo. Non è fantasia, è la rappresentazione degli atti processuali.
Vai a vedere Diaz.


NB. Questa non è una recensione del film, è solo la reazione emotiva di una persona. Se volete una buona analisi del film, guardate qui. http://buonipresagi.wordpress.com/2012/04/17/diaz/

martedì 17 aprile 2012

Torno solo per parlarvi di scemate

Amici vicini e lontani e pure voi, sconosciuti lettori silenziosi che magari ci siete oppure no, avevo davvero pensato di aggiornarvi sulla situazione del pub, giuro, ma poi la voglia è passata.
Cercate di capirmi, da quando mi sveglio a quando vado a letto la notte non faccio altro che pensare, parlare, lavorare per il pub.
E lo adoro giuro!
No, non è vero. Sto mese è tremendamente schifoso, frustrante e faticoso e non ne posso più.
Sono stanca.
Quindi vi parlerò del mio primo successo vegetale.
Son sempre stata na chiavica con le piante. Ho fatto rinsecchiere un cactus, tanto per darvi la portata della cosa. C'è anche da dire che quel cactus ha fatto solo che bene a fare quella fine, visto chi me lo aveva regalato.
Fatto sta che il mio amico M, nonostante mi conosca da quasi vent'anni, continua ad aver fede in me. Incredibilmente.
E settembre scorso, di ritorno dalle vacanze, mi ha portato in regalo due sacchetti di semi, uno di girasoli e uno di fragole.
Le istruzioni parlavano di seminarli in primavera, quindi io ligia al dovere e alla mia nomea ho buttato tutto in un armadio e me ne sono bellamente dimenticata.
Poi è arrivato marzo 2012 e le difficoltà col pub. Il progetto da rifare. L'usl in cui tornare (23 aprile, incrociate le dita). L'arredamento usato che si volatilizza.  Non ne parlo che poi mi torna il vomito.
Insomma, avevo bisogno di distrarmi e ho pensato why not?
Ho tirato fuori i semi dall'armadio e li ho piantati.
E incredibilmente hanno germogliato!!!

Ecco i miei piccoli aliens dopo pochi giorni



qua già iniziavano a sembrare quasi piante


da notare nel vasetto in alto quel microscopico puntino verde (no, non gli altri cosi verdi che sembrano vermi che stanno uscendo dalla terra - aka girasoli - se vi concentrate vi accorgerete che c'è una macchiolina verde diversa dal resto) ecco, quella è una mini mini mini pianta di fragole.



ecco un primo piano prima del travaso



ed eccole dopo il travaso.

Mi meriterò bene degli applausi???

Dal cactus rinsecchito a forti girasoli che crescono.
Son soddisfazioni.
Tralasciate il fatto che nel travaso la mini mini mini pianta di fragole è sparita.
Son dettagli.
E poi mi han detto che il travaso è stressante per le piante, e devo dar loro il tempo di sistemarsi e ambientarsi nei nuovi vasi. Quando si è tranquillizzata rispunta fuori.
Son sicura.



Ps. La parte più folle di me sta sera, mentre guardavo le mie pianticelle e le fotografavo solo per voi, ha avuto un'epifania: le piante, con quelle loro radici lunghe, che continuano a crescere incessantemente ovunque, sono esseri assassini, che potrebbero tranquillamente conquistare il pianeta e sterminarci stritolandoci. Fortuna che non sono senzienti.

Pps. Con questo ottimo umore giro per Sky alla ricerca di qualcosa da vedere e incappo in Mr. Beaver. Niente di che, un filmino tranquillo eh, dove un Mel Gibson depresso viene prima salvato e poi annichilito dalla sua seconda personalità, che abita dentro al burattino a forma di castoro che lui indossa sempre. E per liberarsene si taglia l'avambraccio con una sega elettrica. Ma solo dopo avergli costruito una mini bara per castori (e braccia) eh! Brrrrr.....
E' doveroso aggiungere che non ho visto tutto il film, sono incappata direttamente nella parte dove la moglie gli dice scegli me o il castoro e dopo che lui ha scelto il castoro poi si sente solo e si picchiano lui e il castoro (dopo che lui ha cercato di telefonare alla moglie di nascosto dal castoro) e dopo lui si amputa tutto fino al gomito per liberarsi del castoro (quello è il momento in cui ho smesso di guardare il film, che son sensibile).
Ecco, volevo solo dire che questa non è una recensione, mica l'ho visto dall'inizio alla fine, e sicuramente il film è bellissimo, intenso e profondo, e io ho raccontato il pezzo visto in maniera volutamente esagerata, ma la verità è che vedendo quel pezzo io ne ho ricavato un mix fra ansia e angoscia che mo chi cavolo dorme? Già ci avevo le piante assassine. Mo pure i castori???
Stavo bene anche senza.

venerdì 13 aprile 2012

8

Torno dopo un mese di silenzio, dovuto principalmente agli impegni per il pub (di cui prima o poi vi aggiornerò, ma le cose sono tante e cambiano così velocemente che richiedono tutto il mio tempo e la mia concentrazione per starci dietro), per questo video qui sotto.
E' uno spettacolo teatrale, dura tanto, mettetevi comodi e guardatelo, perchè ne vale la pena. decisamente.
Lo spettacolo inizia al minuto 17:45 circa potete saltare tutta la parte prima, è solo immagine fissa.

I sottotitoli in italiano dovrebbero già essere attivi, per toglierli (o attivarli nel caso io avessi combinato qualche pasticcio e non ci fossero) basta andare sulla freccia della barra dei comandi e selezionare dal menù a tendina CC, lì trovate tutto quello che vi serve.
Il mio consiglio, scontato lo so, è di non guardarlo dal blog ma andare direttamente su youtube e guardarvelo a schermo intero.


Sotto al video c'è il link del sito ufficiale. Anche lì, se avete quei 10 minuti di tempo libero, andate a dare un'occhiata che vale.

E ora godetevi lo spettacolo.







http://www.8theplay.com/