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domenica 22 aprile 2012

Diaz

- Allora, sei andata a vedere Diaz?
- Sì
- E?
- Eh..non ce le ho mica le parole. Non so come raccontarti lo stomaco oppresso, il dolore, il cuore che mi batte così forte da sentirlo manco fosse un suono esterno a me. La fatica a respirare. La paura. Gli occhi chiusi perchè no, non ce la fai. Gli occhi aperti perchè sì, devi farcela.
Il silenzio della sala tra il primo e il secondo tempo. Come fossimo in una bolla spaziotemporale.
Ero di nuovo in camera mia ad ascoltare Indymedia raccontarmi quello che vedevano dalle finestre dell'edificio difronte. Disperata. Impotente.
Era peggio di quella notte. Perchè sta volta non ho semplicemente ascoltato, ho visto. E sapevo che mancavano specifici eventi in quello che stavo vedendo. Per fortuna, perchè non so se sarei riuscita a sopportarlo.
E in testa tra le tante voci ne hai una che urla: pensa a loro che l'hanno vissuto. Tu sei qui, al sicuro dentro ad una sala del cinema, pietrificata, terrorizzata. Pensa a loro. Pensa a loro.
- Ma allora che dici, meglio se non vado?
- No, assolutamente. Vai. Sappi che dopo farai fatica ad addormentarti, ma vai. Farai fatica il giorno dopo. E quello dopo ancora. Ma vai. Perchè è davvero successo. Non è fantasia, è la rappresentazione degli atti processuali.
Vai a vedere Diaz.


NB. Questa non è una recensione del film, è solo la reazione emotiva di una persona. Se volete una buona analisi del film, guardate qui. http://buonipresagi.wordpress.com/2012/04/17/diaz/

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