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lunedì 28 febbraio 2011

dipendente...

Che poi a pensarci bene cos'è che davvero mi agita nell'idea del pub?
il fatto che possa andar male, che possa ritrovarmi col culo a terra?
non è che ora sono messa molto meglio...
sto facendo un lavoro dove rischio ogni mese di vedere metà stipendio perchè il capo non ha liquidità - tralasciamo il come si sputtana i soldi va là che è meglio - e per il tipo di lavoro che faccio qui potrei cambiarmi il nome in Malaussene.
Oggi nell'ordine mi è stato rinfacciato:
a) la rottura dei tergicristalli della mercedes station wagons datata 1994 - capo ma venerdì pomeriggio quando lei ha preso la macchina li ha provati e andavano! Eh, no, quello era il meccanismo automatico dei tergicristalli che partono quando spruzzi l'acqua per pulire il vetro (?????)
b) il mancato controllo del livello dell'olio - ma capo l'abbiamo portata 2 settimane fa a fare il tagliando! Eh, ma lo sai che quel meccanico in realtà non la guarda neanche la macchina (e allora perchè l'abbiamo pagato 100 euro????)
c) il serbatoio vuoto - ma capo mercoledì scorso ho fatto 20 euro di diesel e poi non è stata più usata la macchina! Eh, ma cosa vuoi che siano 20 euro...(quelli che avevo in tasca, cazzo!)

Il tutto chiaramente con urla e rimproveri e il messaggio velato "visto che non è roba tua non la tratti come si deve ma te ne freghi..."

vorrei sottolineare che capisco che in una ditta piccola le cose vadano fatte a prescindere dal fatto che sia o meno compito tuo, ma sono stata assunta come tecnico di laboratorio, non come capo meccanico di un'officina! E neanche come punching ball per combattere la luna storta o il malumore.

Davvero, a pensarci...cos'è che mi preoccupa nell'aprire una mia attività?

Pub

Le cose per il pub si stanno moltiplicando come gremlins bagnati dall'acqua: business plan, corsi di formazione, location, banche, enti pubblici, autorizzazioni...
sembra che per aprire un'attività una persona debba:
a) essere disoccupata, unica maniera per poter avere il tempo necessario anche solo per muovere i primi passi nell'ambiente (reperire le informazioni, fare i corsi e destreggiarsi fra la burocrazia)
b) avere taaanti soldi, così l'ansia per quello che stai progettando non ti uccide.
Il punto b chiaramente cozza dannatamente con il punto a.
così mo mi ritrovo ad essere incerta sulla direzione da prendere e con le spalle zavorrate dall'ansia.
Il pensare in concreto al pub mi provoca ad ondate alterne eccitazione e paura.
Tanta paura. Imprecisata. Va dal "cazzo, e se fallisco?" al "cazzo, e se non ci riesco?"
Lo so, devo provarci prima di preoccuparmi, e non devo fasciarmi la testa prima di essermela rotta...ma i proverbi e le frasi fatte non aiutano per niente a calmarmi.
Per cercare di non farmi prendere dal panico ho fatto la mia bella lista, facendo piccoli passi così non mi sembra tutto così grande.

Eccola qui:
1)Fino a settembre non fare un cazzo - bello, ho sempre adorato procrastinare!!! :D ma ho anche delle scusanti - motivazioni - inattaccabili per aspettare dopo agosto, che vanno dagli impegni lavorativi maggiori nei periodi assolati ai giorni di ferie necessari per Scozia, Irlanda e forse pure Londra.
2)Fare corso SAB - alla modica cifra di 600 euro circa - della durata di mesi 2 un giorno a settimana - totale giorni di ferie 8, che non so dove ma li tiro fuori, probabilmente insieme al coniglio dal cilindro.
3)Fare corso di confcommercio o confindustria - sigh - su come aprire un'attività

E per ora mi fermo qui. Già così dovrei arrivare alla fine dell'anno tra impegni vari. Dopo i corsi e - si spera - avendo le idee un po' più chiare, vedrò i passi successivi, che probabilmente saranno trovare le mura per il locale, aprire partita iva e andare in chiesa ad accendere un cero a s.patrizio almeno una volta al mese.

Ho arginato il panico? sì, no, facciamo che non ci penso che così mi si risolleva l'umore.

giovedì 24 febbraio 2011

rules

Da qualche tempo disquisisco con me stessa su un argomento articolato. Quello che segue è il semplice mettere per iscritto i miei pensieri. Ma soprattutto è sempre e solo la mia opinione, non la Verità assoluta.

Ogni persona - in maniera cosciente o meno - si dà delle regole etico-morali e le usa quando deve prendere decisioni e fare scelte.
Ogni persona - anche in questo caso coscientemente o no - ha in sé delle definizioni tramite le quali vede il mondo.
Che siano regole&definizioni che una persona si è costruito con l'esperienza e il pensiero, o regole&definizioni che gli sono state inculcate da altri e che non ha mai pensato di mettere in dubbio o criticare, comunque ci sono, e si modellano a vicenda.
Le regole che ti dai cambiano la prospettiva del tuo mondo e il nome con cui chiami le cose, ma allo stesso tempo il nome che dai ad una situazione te la fa appartenere ad una regola piuttosto che ad un altra.
Un esempio su tutti è l'omosessualità.
Fino a qualche tempo fa - vorrei poter dire 30 anni fa ma purtroppo per molti credo si debba parlare di giorni, o peggio ancora usare verbi al futuro - veniva definita dal mondo e dalla morale comune come un peccato/mostruosità/qualsiasi aggettivo negativo vi venga in mente.
Ora invece spero - molto molto spero - che, se non per tutti, almeno per quel che riguarda il mondo e la sua morale venga semplicemente definita per quello che è, amore.
La diversa definizione cambia tutto.
O almeno dovrebbe, ma questa è un'altra storia - o un altro post diciamo.
La questione che mi ronza in testa ora è diversa.
Mie regole e mie definizioni.
Mi calzano a pennello, le ho amate e cresciute, io sono modellata a loro immagine e somiglianza. Sono sempre in cambiamento - io vivo di condizionali e non di assoluti - ogni esperienza cambia di un poco la visuale, o a volte stravolge completamente il quadro e io mi ritrovo ad avere un'illuminazione - sì sì, sulla via di Damasco - e a cambiare completamente idea su me/qualcuno/qualcosa.
Non è sempre facile e anzi, a volte è molto doloroso. Qualche anno fa mi son ritrovata completamente sottosopra e mi ci è voluto un bel po' di tempo per rimettermi in ordine, capire cosa pensassi/volessi sul serio e cosa fosse giusto per me. Cosa mi facesse sentire bene con me stessa.
Forse per questo son così orgogliosa del mio modo di vivere/sentire/pensare le cose. Perché me lo sono guadagnato - e continuo a farlo.
Ho l'enorme fortuna di avere un compagno che per molte di queste regole/definizioni mi somiglia. Tra i tanti vantaggi, questo mi evita molte incomprensioni e discussioni. E mi lascia un sacco di libertà per volare.

Arrivando al punto di tutto sto soliloquio, ci tenevo semplicemente a dire che visto che non faccio del male a nessuno, visto che rispetto me stessa e il mio compagno, se il resto del mondo ha dei problemi con le mie definizioni e le mie regole bé...son poi problemi del mondo!
Può tranquillamente salire sul pulpito a predicare e giudicare, ma sappia che io intanto son già uscita dalla chiesa e mi son seduta al bar a bermi na birra mentre leggo il giornale.
I have my own rules.

mercoledì 23 febbraio 2011

Jung

ho fatto sto test che, se ho capito bene, è basato sui 16 tipi di personalità indicati dalle teorie di Jung. Questo è il risultato

TIPO ISF

Orientamento : Introverso Funzione dominante: Sensazione Funzione d'appoggio: Sentimento
Funzione terza: Pensiero Funzione inferiore: Intuizione Tendenza: Percettiva

Il tipo introverso sensazione è una sorta di spugna umana. Assorbe la realtà che lo circonda. Quando incontra qualcuno o qualcosa è in grado di percepire un numero sorprendente di dati e di sfumature. Visto dall’esterno, questo tipo può sembrare poco coinvolto con quello che avviene intorno a lui. In realtà sta assorbendo tutte le informazioni che i suoi cinque sensi sono in grado di fornirgli. Può essere difficile per chi gli sta intorno capire questo suo processo di assimilazione della realtà. Le sue reazioni esterne possono essere lente ma quelle interne sono invece profonde ed intense. È generalmente una persona tranquilla e gentile. È molto concreta e di poche parole. Tende a essere molto modesta, a volte in maniera anche eccessiva: può correre il rischio di sottovalutarsi. È comunque una persona che non si vanta di quello che fa. Dei 16 tipi, è quello meno presuntuoso di tutti. Dato che la sua funzione di appoggio è il sentimento, è sensibile alle persone, alle loro reazioni e situazioni. È anche molto sensibile alle sofferenze altrui. Come tutti gli introversi tende a essere molto riservato. Si confida soltanto con poche persone pur avendo una buona capacità di stabilire un rapporto con gli altri. La sua funzione inferiore è l’intuizione. Non è pertanto portato a grandi slanci della fantasia e non cerca di elaborare una visione strategica quando affronta un compito o una situazione. Può venire colto di sorpresa da eventi che avrebbe anche potuto prevedere. Non è particolarmente interessato ad imporre una sua visione o organizzazione delle cose. Preferisce seguire la via della flessibilità e dell’adattamento. Con le persone è tollerante e comprensivo. È leale e ha difficoltà a stare in ambienti dove c’è poca armonia. Non è una persona critica ed è difficile che parli male di qualcuno. Attribuisce una grande importanza alla vita familiare. La sua concretezza lo porta a semplificarsi la vita e ad apprezzare la bellezza delle cose semplici. Ama la natura e gli animali. Sul piano lavorativo può essere particolarmente a suo agio in posizioni che comportano un contatto con le persone. Può essere attratto da lavori con una componente sociale. È capace di una notevole dedizione in campo professionale.




per quel che mi riguarda credo ci abbia preso in pieno.

per chi fosse incuriosito il test si può trovare a questo link
http://www.altamira.it/Test/Default.htm

nel caso fatemi sapere che tipo risultate, che son curiosa!!!

ps. ebbene sì, ho di nuovo la chiavetta!!!! XD

sabato 19 febbraio 2011

Feel good

è una settimana di umore allegro - la definizione più corretta sarebbe che sono molto putina merda - per tutta una serie di motivi.
Sono felice. E sono fighissima col nuovo taglio di capelli!!! XD
E scusate l'attacco di egocentrismo...
ora, visto che questo ultimo mese è stato un up&down continuo mi chiedo cosa succederà nei prossimi giorni, ma per adesso mi godo il mio feel good

mercoledì 9 febbraio 2011

come non detto..

il good mood è durato il tempo di cliccare su "pubblica post".
mi sta sorgendo il dubbio che il karma abbia qualche problema con le mie risate, appena me la rido un attimo questo mi sgancia la bomba..
anche K faceva la stessa cosa.
dev'essere l'iniziale.

martedì 8 febbraio 2011

good mood

causa strani sogni notturni ora mi ritrovo a scartabellare tra ricordi e vecchie mail...e sto ridendo come na scema! in quelle mail, soprattutto le prime, ci sono misunderstanding incredibili..e un sacco di altre cose in effetti.
Eravamo rintronati, sicuro, ma eravamo proprio fantastici.
E come per tante altre volte che ho riguardato il passato mi accorgo di quanto fossi cieca.
Forse è che quando sei così dentro ad una situazione/emozione non riesci a vedere con chiarezza - o forse è che adesso grazie all'operazione ho 10/10 (ok, questa battuta è tremenda, ma è il passato che parla....) - tornando seria, cosa non facile in questo momento - e giuro che la birra è ancora chiusa in frigo - dicevo...cazzo sto continuando a ridere, non si può neanche così!!!!
comunque, mi ricompongo e vado avanti con questi pensieri alti e profondi...V. mi manchi da morire in questo momento, rideremmo un sacco assieme ora!!!!
FOCUS.
niente, non ce la faccio, lo sghignazzo impera.
chiudiamola con un'equazione, il resto lo lascio per i prossimi voli pindarici.
emozione = cecità

mercoledì 2 febbraio 2011

Ah la vita signora mia, la vita...l'è ben na cosa difezzil..

La stanchezza non se ne va. È mercoledì e ancora mi porto dietro sto we incasinato. Forse è l'arrivo del mestruo – scusate lettori maschili se l'argomento vi imbarazza, ma poi lo sapete tutti che na volta al mese arriva, e quindi in fondo vedete che non c'è nulla di imbarazzante nel parlarne – e certo che forse poi io esagero quando ne parlo ad alta voce in autobus, eh? - forse è solo la mancanza di sonno, ma l'umore è sempre opaco. Ho sprazzi di allegria, ma mediamente la bocca non è improntata al sorriso che di solito mi accompagna, non che stia all'ingiù, per carità, è più una linea dritta e rigida da cui non se ne esce.

Poi c'è che non ho neanche voglia di scriverne, che è troppo intimo e personale.

Ho voglia di pensare a cosa ho dentro, a me.

C'è che devo imparare. Sono una persona piccola, senza esperienza. Datemi il tempo di capire come mi sento – a parte le macro emozioni che sembrano cancellare il resto – capire la mia maniera di reagire, di comportarmi. Cosa posso fare. E lo so che non si è mai davvero pronti, e che non c'è una maniera sicuramente giusta di reagire.

Voi avete l'esperienza – purtroppo – avete avuto una vita per adattarvi a situazioni che partite dal piccolo son cresciute e arrivate a sto apice. Avete seguito la crescita e vi siete fortificati – forse – o almeno alle piccole cose ormai non date più importanza. Io ancora rimango spiazzata da quelle.

Portate pazienza, in questa situazione io sono una persona forse debole. Sono come il coniglio che davanti ai fari di una macchina si blocca a causa della paura.

Ci sto provando, credo anche di essere cresciuta – forse, penso, spero, prego non sia solo un raccontarsela. Ma datemi tempo. E cercate di capire che la mia preoccupazione non va solo verso la situazione, ma anche alle persone che amo e a come stanno reagendo.